Invecchiamento

L’antropologo Antonio Guerci sostiene da tempo che “[…] arriveremo alla contraddizione che vedrà la medicina e l’ingegneria genetica capaci di ritardare la senescenza, allorché le scienze sociali saranno incapaci di proporre dei modelli di organizzazione collettiva che permettano di accogliere degnamente gli anziani, di offrire loro un ruolo e una utilità sociale”.
E’ indubbio che il problema prioritario riguarda l’organizzazione sociale e la messa in opera di politiche delle età che assicurino a tutte le generazioni delle condizioni d’esistenza degne e dei ruoli riconosciuti compatibili con le loro capacità e i loro bisogni, senza discriminazioni né esclusioni.
Nel contesto sociale attuale, ove il segmento anziano della popolazione conosce una rapida espansione e dove quattro generazioni coabitano sempre più abitualmente, la separazione tra le età della vita non sembra dipendere dalle necessità demografiche e ancora meno dal buon senso, essa è piuttosto dovuta alla semplificazione analitica e assai futile delle logiche strategiche del marketing. La “dittatura del mercato”, articolata secondo dei fittizi bisogni generazionali distinti e stereotipati, è divenuta da strategia di mercato un succedaneo culturale. La visione della vita parcellizzata in nicchie generazionali ha trovato nei media dei partner formidabili che l’hanno diffusa senza difficoltà alcuna in una società in piena crisi identitaria […]”.

Come si può non condividere questa preoccupazione?

 

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Ciò che non è scritto, non è fatto! La cartella di riposo

 

Maratona km 5 – primo ristoro

 

Maratona km 7,5 – primo spugnaggio

 

Parole per accogliere, non per rifiutare

 

Guida alla vecchiaia del terzo millennio – Lidia Goldoni

 

Per Lunga vita – I vecchi e il medico di Rosanna Vagge

 

Apollonia, grazie!

 

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